Bandierine e pagamenti multipli

Abbiamo aggiunto le bandierine accanto ai nomi dei clienti per riconoscere a colpo d’occhio da dove vengono. Ricordate di compilare la nazione del cliente dove manca nella scheda cliente! In quel modo vi aiutiamo a introdurre il concetto di segmentazione del mercato come strategia di marketing per la vostra struttura.

Abbiamo modificato la gestione dei pagamenti ed ora è possibile specificare fino a quattro modalità di pagamento diverso. E’ una funzionalità delicata… segnalateci eventuali problemi nella generazione dei documenti!

Corrispettivi Telematici con Quovai PMS – RCH Print! F

Dal 01/01/2020 sarà obbligatorio fare gli scontrini fiscali e le ricevute fiscali con un registratore telematico.

Al vostro ospite, darete un documento commerciale senza valore fiscale.

Se invece il vostro ospite richiedesse una fattura elettronica, potrete farla tranquillamente tramite il nostro gestionale Quovai (che genera, invia, riceve e archivia le fatture elettroniche).

IL REGISTRATORE TELEMATICO

Per Quovai abbiamo deciso di interfacciarci con un registratore telematico approvato dall’Agenzia delle Entrate, che garantisce assistenza e supporto tecnico e ha un ottimo rapporto qualità prezzo.

Abbiamo scelto come modello la: RCH Print! F e Centroufficio Plus (concessionario autorizzato) fornirà tale registratore già interfacciata con il gestionale Quovai. Il registratore, nella composizione completa di tastiera, display cliente e DGFE (dispositivo-giornale di fondo elettronico) avrà un prezzo a voi riservato.

Prezzo comprende:

✔ Installazione e configurazione
✔ Attivazione e accreditamento sul portale Agenzia delle Entrate
✔ Formazione per il corretto uso
✔ Consulenza fornita da Centroufficio Plus e Quovai Srl
✔ Prima dotazione di materiali consumabili

Dal 2° anno, pagherete un canone di manutenzione  e un costo di manutenzione dell’integrazione con il gestionale Quovai.  In tale canone sono compresi:

✔ I pezzi di ricambio e un controllo annuale (obbligatorio secondo le nuove norme).

Potrete usufruire di un bonus fiscale (utilizzabile per esempio al momento della prima liquidazione IVA) del 50% della spesa sostenuta per l’acquisto, fino a € 250.

Contattaci in caso di interesse!

 

Quovai è connesso a In-Italia, Hideaways e Siglinde-Fischer

Abbiamo lanciato la connessione ai portali In-Italia, Hideaways e Siglinde-Fischer! I canali operano principalmente sul mercato scandinavo (Danimarca, Norvegia e Svezia).

https://www.initalia.it
https://www.hideaways.dk
https://www.siglinde-fischer.de

COMUNICATO STAMPA: Agenzia delle Entrate (Phishing via Pec)

Phishing anche via Pec

Attenzione alle false mail sulla fatturazione elettronica

L’Agenzia delle Entrate informa che in questi giorni stanno circolando delle mail di phishing via Pec, relative alla fatturazione elettronica, con lo scopo di truffare i cittadini. Nel mirino ci sono soprattutto le caselle Pec di strutture pubbliche, private e di soggetti iscritti a ordini professionali. Si tratta di mail che hanno come oggetto la dicitura “Invio File <XXXXXXXXXX>” e che hanno come obiettivo la raccolta di informazioni da utilizzare verosimilmente per frodare il destinatario. Il testo del messaggio appare plausibile in quanto è ripreso da una precedente e lecita comunicazione inviata dal Sistema di Interscambio (SdI).

A tal proposito, si ricorda che i messaggi Pec del sistema SdI hanno alcune specifiche caratteristiche: – il mittente è solo del tipo sdiNN@pec.fatturapa.it dove NN è un progressivo numerico a due cifre; – il messaggio deve contenere necessariamente due allegati composti in accordo alle specifiche tecniche sulla Fatturazione Elettronica (pubblicate sul sito dell’Agenzia delle Entrate). L’Agenzia, nel dichiararsi estranea a tali fatti, invita i cittadini a fare particolare attenzione alle mail provenienti da utenze sconosciute o sospette che richiedono di modificare l’indirizzo di recapito per le successive comunicazione con il Sistema di Interscambio e a cestinarle immediatamente.

Roma, 14 ottobre 2019

Listino 2020

E’ il momento di inserire il vostro listino 2020! Potete copiare il vostro listino dell’anno precedente:

https://quovai.github.io/copiare-il-listino-it.html

ATTENZIONE: Eventuali ribassi sui prezzi verranno copiati anche sulla stagione futura.

Oppure crearne uno nuovo con la funzionalità rapida:
Sotto la voce Gestione -> Inserimento prezzi massivo.

https://quovai.github.io/inserimento-prezzi-massivo-it.html

In caso di assistenza, rimaniamo a disposizione.

Grazie e buon lavoro!

Dal 14 settembre 2019 una nuova normativa (PSD2)…

Dal 14 settembre una nuova normativa
Il 14 settembre 2019 entrerà in vigore una direttiva* (valida nei Paesi dello Spazio Economico Europeo – EU 28 ed Islanda, Liechtenstein e Norvegia) che cambierà il modo di lavorare delle strutture ricettive, in particolare per quanto riguarda i pagamenti elettronici: le carte di credito.

Si tratta della direttiva PSD2 (Payment Services Directive) che introduce importanti novità in termini di sicurezza per gli utenti europei che utilizzano i canali online per l’operatività bancaria.

* La Banca d’Italia (in consultazione con l’European Banking Authority) ha concesso eccezionalmente una proroga limitata (fino a quando non si sa ancora ma sapremo successivamente). 

In cosa consiste la normativa?
Una delle principali novità della direttiva PSD2 è la SCA (Strong Customer Authentication) che è un’autenticazione forte del cliente basata su due o più elementi:

1. “Conoscenza”, ad esempio la password personale o il PIN che solo l’utente conosce,
2. “Possesso”, una password temporanea (c.d. One Time Password) generata tramite token mobile (una APP su smartphone) o token fisico (ad esempio una “chiavetta”), e valida per un solo utilizzo
3. “Inerenza”, qualcosa di univoco che contraddistingue l’utente come ad esempio la sua impronta digitale, il riconoscimento vocale, i dati comportamentali.

Un esempio che avrete sicuramente visto in passato è la cosiddetta 3D Secure 1 (3DS1) authentication, ovvero il caso in cui dopo aver fornito il numero della carta di credito per un acquisto venite re-indirizzati ad un sito di Visa o Mastercard per ricevere un codice via SMS e confermare la vostra identità. Molte più transazioni, che oggi richiedono solo il numero della carta di credito, richiederanno un tipo di autenticazione che si chiama 3D Secure 2 (3DS2) che migliora l’esperienza di acquisto in paragone del 3DS1.

Cosa cambia praticamente?
Gli enti emittenti le carte di credito rifiuteranno le transazioni fatte con carta non presente (come quanto si addebita a un cliente un no-show oppure una penale utilizzando la carta fornita in prenotazione o un booking online) se tale carta non è stata raccolta nelle modalità indicate dalla normativa PSD2/SCA, cioè per esempio fornendo, oltre al numero di carta di credito, anche un codice ricevuto via SMS, o tramite gli altri elementi sopracitati (1, 2, 3).

Questo potrebbe significare che una carta raccolta a garanzia di una prenotazione non sarà utilizzabile in fase di addebito di una penale o no show o una tariffa non rimborsabile. In pratica sarà inutile.

Come risolviamo il problema?
QUOVAI risolve il problema adattando la propria modalità di check-out al sistema integrato Stripe per le transazioni online in modalità SCA.

In questo modo le carte di credito registrate sul PMS QUOVAI verranno salvate in una modalità che vi consentirà l’utilizzo entro 90 giorni. Dopo 90 giorni (questo limite è insito nella direttiva PSD2), Quovai vi fornirà un sistema per chiedere al cliente un rinnovo del permesso ad utilizzare la carta di credito nei casi eccezionali in cui trascorrano più di 90 giorni tra la prenotazione e il check-in.

Esistono esenzioni alla SCA?
Certo, ecco alcune transazioni che non hanno l’obbligo di usare la SCA:

• Transazioni MOTO (Mail Order Telephone Order): Tutti gli ordini fatti tramite mail o telefono saranno esenti dalla SCA (almeno per il momento), poiché non vengono considerati come pagamenti elettronici (elaborazione manuale).
• Transazioni inter-regionali: Tutti i pagamenti dove issuer o acquirer risiedono fuori dall’Europa sono esenti dalla SCA.

• Bonifici bancari.
• Transazioni con un importo inferiore a 30 euro
o le 5 transazioni fino a 100 euro, successive all’ultima SCA.

Praticamente cosa dovrete fare?
a) Le strutture ricettive che vorranno usare la nuova modalità nel modo più flessibile dovranno aprire con noi un utenza Stripe (se non ce l’hanno già). E’ gratis ed è molto utile. Facciamo praticamente tutto noi, dovrete solo fornirci alcuni dati. L’unico costo di Stripe è la commissione di 1,4% + 0,26 a transazione in caso di utilizzo della carta di credito a garanzia.

b) Per le strutture che non vorranno aprire un’utenza Stripe, Quovai utilizzerà la propria, salvando la carta di credito del cliente sul proprio conto Stripe. In caso di no-show o di penale, Quovai addebiterà la carta di credito del cliente, retrocedendo la somma dovuta alla struttura meno un piccolo costo amministrativo Quovai.

 

Ecco una piccola tabella riassuntiva:

TIPO TRANSAZIONE “SCA” NECESSARIA SOLUZIONE
Cliente in reception NO Regolare i pagamenti in presenza del titolare della carta di credito
Cliente al telefono (transazioni c.d. MOTO – Mail Order Telephone Order) NO (per il momento) Regolare i pagamenti come di solito
Booking online via sito web e booking engine SI’ QUOVAI adatta la propria modalità di check-out al sistema STRIPE (SCA compliant)
OTA (booking.com, altro) – modalità OTA collect (pagamenti online) L’OTA gestirà la SCA Carta virtuale dell’OTA (non dovrai fare niente). Verificate in questo caso eventuali addebiti di commissioni aggiuntive.
OTA (booking.com, altro) – modalità hotel collect SI’ (SCA richiesta) se addebiti la carta senza il titolare fisicamente presente per (p.e.) una tariffa non-rimborsabile

NO (esente SCA) se addebiti la carta al check-in o check-out con il titolare presente

Nei casi in cui le OTA raccolgono i dati della carta di credito per poi fornirli all’hotel, potrebbe accadere che decidano invece di far pagare il cliente direttamente sul portale (come per OTA collect). Verificate in questo caso eventuali addebiti di commissioni aggiuntive.

 

Avvertenze

Le informazioni fornite non sono da considerarsi una consulenza legale o contabile ma solo generiche note di carattere divulgativo.

Va osservato inoltre che anche se la nuova direttiva PSD2 entrerà in vigore il 14 settembre 2019, le banche e le società di emissione di carte avranno facoltà di implementare gradualmente la SCA per le transazioni con carta. Seguiremo tutti gli sviluppi e vi terremo al corrente degli ultimi aggiornamenti.

Zero rischi? Sì, ma per loro…

Il programma “Prenotazioni zero rischi”, cos’è?

Booking.com ha creato una nuova modalità di prenotazione cosiddetta “zero rischi” per cui, anche se la vostra finestra di cancellazione è larga (per esempio ad agosto 30 giorni), viene presentata al cliente la camera come “cancellazione libera” fino all’ultimo. Se il cliente cancella, si impegnano a trovarvi un nuovo cliente o a pagarvi il costo della camera (più o meno…).

Perché vi consigliamo di non utilizzarla e di rimuoverla se la state utilizzando

1) In pratica questa modalità altro non è che un allotment mascherato. Booking.com mette una bandierina sulla vostra camera in alta stagione perché i clienti prenotano subito attratti dalla cancellazione libera. Poi continua a sostituire il cliente sino all’ultimo. Vi occupa la camera e ci mette dentro chi vuole. Nel turismo questa pratica ha un nome e si chiama allotment. Dareste un allotment a booking.com per le due settimane centrali di agosto? No. E allora non concedetegli nemmeno la “zero rischi”.

2) Le tariffe non sono trasparenti. Può succedere che Booking.com prenoti una camera con tariffa piena e poi all’ultimo minuto cancelli la camera e la sostituisca con una prenotazione a tariffa scontata Genius oppure single use. Ecco che i rischi, da zero, diventano più tangibili.

3) Tutto il giro delle prenotazioni è molto complicato da leggere. In pratica non riuscite mai a capire se una camera è a vostra disposizione o no. Se ricevete una cancellazione per una “zero rischi” e ci mettete dentro un vostro ospite chiudendo poi la disponibilità sull’extranet o sul channel, il rischio è altissimo di avere un overbooking. Anche per noi come channel manager, è una fonte di confusione molto alta e stiamo ancora cercando di venirne a capo.

4) Il cliente si abitua a condizioni di cancellazioni totalmente libere. Quest’anno le ottiene con l’intercessione di Booking.com. Un giorno le pretenderà da voi.

5) Il vantaggio è minimale: la maggior parte di queste “zero rischi” vanno ad impattare su periodi di altissima stagione, dove in ogni caso lo zero rischi ve lo fate da soli perché avete cento telefonate al giorno che vi chiedono una camera. Non ci credete? Provate a vedere quante “zero rischi” vi arriveranno per la terza settimana di novembre.

In conclusione

Vi suggeriamo di non aderire alla modalità “zero rischi” o di disdirla immediatamente dalla sezione Struttura e poi Condizioni, andando in fondo sino alla sezione “Prenotazioni zero rischi”, se per caso o per sfortuna l’avete sottoscritta.

Evitare un overbooking

Quando un cliente proveniente da channel manager vi dice che vuole cancellare una prenotazione può essere pericoloso cancellarla manualmente. Bisogna invece aspettare che arrivi la cancellazione dal portale via channel manager.

Ecco cosa fare:

  1. Il cliente vi chiama e dice che vuole cancellare.
  2. Non cancellate la prenotazione e attendete che arrivi la cancellazione automatica.
  3. Se avete un’altra prenotazione da inserire, allora andate nel listino e impostate a 0 la disponibilità per quella tipologia di camera e quel periodo.
  4. Quando arriverà la cancellazione, verrà correttamente cancellata sul sistema, ma il sistema manderà al channel manager disponibilità 0.
  5. A questo punto potrete inserire nella camera il nuovo cliente.

Perché non è opportuno invece cancellare a mano la prenotazione e riempire subito la camera?

I portali come booking.com si riservano il diritto di riempire immediatamente una camera  che è stata cancellata (auto-replenishment). Per questo è importante che il sistema (Quovai) “senta” la cancellazione arrivare e aggiorni immediatamente la disponibilità sul portale (eventualmente a 0).

Se invece cancellate manualmente la prenotazione, quando arriva la cancellazione il sistema non sa cosa fare e non invia nessun aggiornamento al portale. Ecco che quest’ultimo potrebbe ri-prenotare immediatamente la camera creando un overbooking.

Airbnb si sta preparando a lanciare una novità tariffaria…

Riportiamo l’articolo integro preso da Digital Marketing Extra Algerghiero:

Novità Airbnb: dal 4 giugno 2019 commissioni host al 14% (ma 0 per i guest)

Airbnb si sta preparando a lanciare una novità tariffaria che potrebbe rendere più complessa la gestione delle tariffe online: secondo quanto riporta Skift dal 4 giugno 2019 i nuovi property manager e hotel che si collegano dall’Asia (escluso il Giappone), dall’Europa e dall’Africa tramite channel manager avranno un piano tariffario unico mentre i property manager che sono già sulla piattaforma potranno scegliere tra due piani tariffari: quello classico che prevede commissioni dal 3 al 5% con addebito all’ospite di una parte delle fee oppure un modello più simile a quello di Booking ed Expedia che prevede una commissione del 14% per l’host ma nessuna spesa aggiuntiva per il guest.

Nell’ottica di una sempre maggiore competizione con le OTA e di una sempre più ampia apertura agli hotel sulla piattaforma la mossa era prevedibile ma è complesso ora capire cosa succederà, sia nella competizione all’interno di Airbnb che in quella tra piattaforme diverse. Vediamo di seguito i pro e i contro di entrambe le scelte, ma prima chiariamo cosa si intende per property manager: in sintesi si tratta di chi gestisce gli alloggi in maniera professionale e si collega ad Airbnb tramite un software, non ha importanza il numero di alloggi gestiti, nè la forma imprenditoriale della propria attività.

Modello Airbnb Classico (fee per host e guest)

Secondo le prime indiscrezioni gli account già presenti su Airbnb, se sono connessi tramite un software di prenotazione (un channel manager), potranno passare al nuovo modello tariffario oppure restare con le proprie fee che variano dal 3 al 5% a seconda dei termini di cancellazione. Chi resta con il vecchio sistema (perché ha scelto così o perché non vuole usare un channel manager) si troverà però a competere con nuovi account che non fanno pagare cosi aggiuntivi all’ospite e che danno dall’inizio un prezzo tutto incluso. Chi ricerca un alloggio continuerà a visualizzare il prezzo finale del suo soggiorno ma andando nel dettaglio troverà degli appartamenti che costeranno meno ma che hanno delle fee aggiuntive e degli appartamenti più costosi a notte ma senza fee. Come spiego anche in “Digital Marketing Extra Alberghiero” è probabile che a parità di prezzo finale il cliente associ alla camera che costa di più una maggiore qualità percepita e sia più propenso a prenotarla. Per questo a mio parere è importante cercare di includere già nel prezzo della camera altri costi aggiuntivi spesso addebitati a parte come le spese di pulizia. Da considerare inoltre che nella maggior parte dei casi la somma di commissioni host e commissioni guest è superiore al 14% per cui a parità di prezzo con il vecchio modello l’host incassa di meno per cui anche se apparentemente si potrebbero avere prezzi più bassi questo non vale lato consumatore.

Modello Airbnb OTA (da giugno 2019)

Con il nuovo sistema Airbnb abbraccia il modello di business delle OTA come Booking ed Expedia che non addebitano nulla all’ospite ma pretendono una commissione molto alta dal proprietario. Airbnb si posiziona a un livello leggermente più basso (14% mentre Booking parte dal 15%): evidente il tentativo di attirare gli hotel con commissioni minori. Chi ha invece una proprietà extra alberghiera sarà avvantaggiato se usa più piattaforme: con il nuovo modello sarà più semplice confrontare le offerte pubblicate su diversi portali e mantenere la parità tariffaria. Chi sta solo su Airbnb avrà comunque il vantaggio di incassare di più a parità di prezzo e per questo potrebbe essere portato ad abbassarli ulteriormente per guadagnare visibilità e prenotazioni.

https://www.airbnb.it/users/service_fee

Scenari futuri

Il nuovo modello di business di Airbnb invoglierà più hotel a mettere piede sulla piattaforma e più host e property manager a professionalizzarsi e a usare un channel manager. Per questo motivo la competizione aumenterà. Chi resterà affezionato al modello classico o deciderà di non professionalizzarsi rischierà di non essere competitivo e di dare alla piattaforma molto più di quello che riceve. Per questo motivo il destino di Airbnb sembra segnato e spiace dover ammettere che con questa mossa rischia di diventare una OTA come tutte le altre.